Novembre 5, 2008...3:24 pm

Confronti

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Cari Bloggers,

in seguito la traduzione del discorso di ringraziamento di Barack Obama (tratto dal sito del PD)

“Buonasera Chicago! Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.
Noi siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America.
E’ la risposta che ha guidato tutti coloro ai quali per lungo tempo e da molti è stato detto: siate scettici, abbiate dubbio e paura, riguardo a quello potrà succedere! …e li ha guidati a mettere le proprie mani sul cammino della storia per dirigerlo ancora una volta verso la speranza di un giorno migliore.
C’è voluto molto tempo, ma stasera, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, in questa elezione, in questo specifico momento, oggi il cambiamento è in America.
Poco prima, in serata, ho ricevuto una chiamata di straordinaria cortesia dal Senatore Mc. Cain.
Il Sen. Mc Cain si è battuto a lungo e con tenacia in questa campagna. E ha combattuto ancora più a lungo e con tenacia per il Paese che ama. Ha sostenuto per l’America sacrifici che molti di noi non potrebbero nemmeno immaginare. Siamo grati per il servizio reso all’America da questo leader audace e coraggioso.
Mi congratulo con lui. Mi congratulo con il Governatore Palin per ciò che sono riusciti a realizzare. E sono impaziente di lavorare con loro per rinnovare la promessa di questo Paese, nei mesi che verranno.
Voglio ringraziare il mio compagno di viaggio, un uomo che ha fatto una campagna elettorale di cuore, che ha parlato in nome degli uomini e delle donne coi quali è cresciuto per le strade di Scranton e coi quali torna in treno a casa, in Delaware: il vice presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.
E non sarei qui stanotte se non fosse stato per il sostegno incessante del migliore amico dei miei ultimi 16 anni, pilastro della nostra famiglia, amore della mia vita, la First Lady Michelle Obama.
Sasha e Malia: vi amo più di ciò che possiate immaginare; vi siete meritate il nuovo cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca.
E anche se non è più con noi, io so che mia nonna ci sta guardando, come ci guarda la famiglia grazie alla quale io sono ciò che sono. Mi mancano, stasera, e so che il debito che ho nei loro confronti è incommensurabile!
A mia sorella Maya, a mia sorella Alma, a tutti i miei fratelli e le mie sorelle: grazie per il sostegno che mi avete dato. Vi sono grato.
Al responsabile del mio staff elettorale, David Plouffe, taciuto eroe di questa campagna, che ha realizzato la migliore, la migliore campagna politica, penso, della storia degli Stati Uniti d’America!
Al mio capo stratega, David Axelrod che è stato mio partner in ogni passo del cammino percorso.
Alla migliore squadra elettorale mai messa assieme nella storia politica: a voi tutto ciò è dovuto, e vi sarò per sempre grato per quello che avete sacrificato per realizzarlo.
Ma al di sopra di tutto, non dimenticherò mai coloro ai quali realmente appartiene questa vittoria. Appartiene a voi! Appartiene a voi!
Non sono mai stato un candidato favorito per questa carica. Non abbiamo mai avuto né molto denaro né molto consenso. La nostra campagna non è stata ordita nelle stanze di Washington. È cominciata nei cortili di Des Moines, nei soggiorni di Concord, sotto i portici di Charleston. E’ stata fatta da uomini e donne che hanno dato quel poco che avevano da dare: 5 o 10 o 20 dollari per la causa.
Ha tratto la propria forza da quei giovani che hanno respinto il mito di una generazione apatica e hanno lasciato le proprie case e le proprie famiglie per lavori che offrivano pochi soldi e ancor meno riposo. Ha preso la propria energia da quei meno giovani che hanno sfidato il freddo gelido e il caldo bruciante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti, e dai milioni di americani che hanno prestato la propria opera volontaria e lavorato e provato che, più di due secoli dopo, il governo delle persone, dalle persone e per le persone non è stato inghiottito dalla Terra.
Questa è la vostra vittoria!
E io so che non avete fatto tutto ciò che avete fatto per vincere un’elezione. E so che non l’avete fatto per me.
Lo avete fatto perché capite l’enormità del compito che abbiamo davanti. Perché anche se stanotte stiamo festeggiando, sappiamo bene che le sfide che ci attendono domani saranno le più importanti della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria del secolo.
Anche se stanotte siamo qui, sappiamo che ci sono dei coraggiosi americani che si stanno svegliando nei deserti dell’Iraq e nelle montagne dell’Afghanistan per rischiare le proprie vite per noi.
Che ci sono madri e padri che resteranno svegli dopo che i loro bambini si saranno addormentati e si chiederanno come faranno con l’ipoteca o a pagare il conto del medico o a risparmiare abbastanza per l’università dei loro figli.
Ci sono nuove energie da imbrigliare, nuovi posti di lavoro da creare, nuove scuole da costruire, minacce da fronteggiare, alleanze da ricostruire.
La strada che abbiamo davanti è lunga. La salita è ripida. Potremmo non arrivarci in un anno e nemmeno in un mandato. Ma, America, non ho mai auto tanta speranza quanta ne ho stasera sul fatto che ci arriveremo! Io vi prometto che noi ci arriveremo!
Ci saranno ostacoli e false partenze. Molti non concorderanno con tutto ciò che deciderò o con le mie politiche da Presidente. E sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema.
Ma sarò sempre onesto con voi riguardo alle sfide che dovremo affrontare. Vi ascolterò, soprattutto quando non sarete d’accordo. E, sopra ogni cosa, vi chiederò di partecipare alla ricostruzione di questa nazione, nell’unico modo in cui l’America è stata fatta per 221 anni – - edificio per edificio, mattone per mattone, mano callosa per mano callosa.
Ciò che è cominciato 21 mesi fa nel cuore dell’inverno non può terminare in questa notte d’autunno.
Questa vittoria da sola non è il cambiamento che vogliamo. E’ solo l’opportunità di realizzare quel cambiamento. E ciò non può accadere se ritorniamo indietro al modo in cui le cose erano.
Non può accadere senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, un nuovo spirito di sacrificio.
Dunque facciamo appello ad un nuovo spirito di patriottismo e di responsabilità, per cui ognuno di noi si rimbocchi le maniche e lavori duramente e si prenda cura non solo di sé stesso ma anche degli altri.
Ricordiamoci che se la crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa è che non possiamo avere un Wall Street ricco e un “Main Street” (n.d.t inteso nel senso del popolo, della gente comune) in sofferenza.
In questo paese, nasciamo e moriamo come Una Nazione, Un Popolo. Non cediamo alla tentazione di ricadere nella faziosità, nella chiusura mentale e nell’immaturità che ha avvelenato la nostra politica così a lungo.
Ricordiamoci che è stato un uomo originario di questo stato a portare per primo lo stendardo del Partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori dell’autostima, della libertà individuale e dell’unità nazionale.
Quei valori sono valori che tutti noi condividiamo. E mentre il Partito Democratico vince un’importante elezione stanotte, noi lo facciamo con una dose di umiltà e determinazione a sanare le divisioni che hanno ostacolato il nostro progresso.
Come disse Lincoln di fronte ad una nazione ben più lacerata della nostra, noi non siamo nemici ma amici. Anche se le nostre passioni possono averci infiammato, non devono rompersi i nostri legami di affetto.
E per quegli americani il cui sostegno non ho ancora guadagnato: posso non aver vinto il vostro voto stanotte, ma sento le vostre voci, ho bisogno del vostro aiuto. E sarò anche il vostro Presidente.
E per tutti coloro che stanotte ci guardano al di là delle nostre sponde, da palazzi e parlamenti, per coloro radunati attorno alle radio negli angoli dimenticati del mondo: le nostre storie sono differenti, ma il nostro destino è comune, ed una nuova alba per una leadership americana è a portata di mano.”

Chicago, 4.11.2008

Noi accontentiamoci di ciò che passa il convento:

31 Commenti

  • Depressione acuta!

  • Queste elezioni americane sono state fantastiche, ci si aspetta molto da Obama, sperando non deluda le numerose aspettative in lui riposte.

  • Non penso proprio che avremo mai il piacere in vita nostra di avere un personaggio simile ad Obama qui in Italia,una persona talmente carismatica da mobilitare milioni di persone indipendentemente dal colore della pelle.Qua in Italia abbiamo un Berlusconi che vuole vivere fino a 120 anni per poter servire il suo paese più a lungo possibile (articolo uscito 2-3 giorni fa sul corriere online)!
    E tocca anche ammettere che con tutti i difetti che ha l’America…lì però tutto è possibile.Il discorso fatto da Obama l’ho rivisto 5 volte e ogni volta mi viene la pelle d’oca…quando sento i politici italiani parlare mi viene da vomitare.Una cosa tristissima è stata un’intervista fatta a degli italiani di Little Italy che dicevano ” O Niurino nun vutammu”….dall’accento avrei detto che fosse del sud e dal tipo di risposta data direi che fosse un troglodita italiano.
    Obama ha in se il fascino e il carisma di Malcolm X e di Martin Luther King Jr.
    Meno male che a Catania ho l’Adsl che mi ha dato la possibilità di poter vedere tutti i suoi discorsi da 1 anno 1/2 a questa parte,di vedere i confronti avuti con Hillary e con McCain,le varie interviste fatte da David Letterman o al Jay Leno show.Il 4 Novembre è stata fatta la storia in America e a noi in Europa è stata data una bellissima lezione di democrazia.
    Spero solo che l’America non ricada nella bruttissima abitudine di eliminare fisicamente le persone scomode e carismatiche come lo sono state Malcolm X e Martin Luther King Jr e che facciano lavorare tranquillamente Obama.
    Per rendere omaggio al neo presidente Obama per la prima volta ho deciso di pubblicare sul mio blog di foto (www.christian-cuius.blogspot.com) una foto non fatta da me,una foto di Barack Obama, e di scrivere un breve commento.
    Ah dimenticavo…non è bello avere nel proprio paese una persona come Gasparri che la prima cosa che ha detto su Obama è stata: “ora Al Qaeda sarà velice con l’elezione di Obama” ???
    Avere una “giornalista” nel nostro paese di nome Maria Giovanna Maglie che su “Il Giornale” la prima cosa che ha saputo scrivere è stata ” NON ASCOLTI I PIAGNONI DEL PACIFISMO”???
    Mi viene da dire Vergogna con la V maiuscola sia a Gasparri che a questa “giornalista” vogliosa di guerra.
    Con questo passo e chiudo!

  • Ciao Blochin,
    a proposito di un articolo sul farmer’s market che avevi proposto per la piazzetta ex curtigghiu Inforna:

    PALERMO – Al via in Sicilia 42 mercati contadini. E’ pronta la graduatoria relativa al bando pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione dell’11 aprile scorso. L’assessorato regionale all’Agricoltura ha stanziato 1 milione di euro che serviranno per l’allestimento degli stand mobili e delle attrezzature connesse. La creazione dei cosiddetti farmer’s market nasce dall’idea di promuovere la “filiera corta”, in risposta al caro prezzi.

    A beneficiare dei contributi saranno i Comuni, le associazioni o le unioni di Comuni che hanno partecipato alla manifestazione d’interesse superando le selezioni effettuate dall’assessorato. Tra i criteri che hanno influito nella graduatoria, il maggior peso è stato dato al cofinanziamento da parte delle amministrazioni locali; alla collocazione del mercato vicino a un bene monumentale o archeologico; alla disponibilità di parcheggi nella zona; all’eventuale partnariato con associazioni di categoria, Gal (Gruppi di azione locale), Slow Food.

    “Da un lato – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via – garantiamo un margine di guadagno maggiore per i produttori e, dall’altro, la genuinità di frutta e verdura per i consumatori. In questo modo eliminiamo tutti i passaggi intermedi: l’agricoltore vende direttamente i propri prodotti al consumatore, con la possibilità di abbattere i prezzi di almeno il 30%. Siamo consapevoli che non si risolve il problema, ma è sicuramente un passo verso la soluzione”.

    Si tratta di un bando pilota, visto che nel nuovo Programma di sviluppo rurale 2007/2013 è prevista una misura specifica di finanziamento. L’obiettivo è quello di ripetere l’esperienza positiva di altri Paesi come Francia e Gran Bretagna, dove il fenomeno è in rapida espansione. Soprattutto negli Stati Uniti c’è stato un vero e proprio boom, con un aumento, negli ultimi dieci anni, del 53 per cento dei farmer’s market, che ormai sono oltre 4mila, 500 dei quali nella sola California. A garantire sulla qualità e sulla sicurezza alimentare, ma anche sui prezzi e sul fatto che a vendere saranno esclusivamente gli agricoltori, sarà l’assessorato.

    “Gli agricoltori che vorranno fare parte dei mercati – afferma il dirigente generale del Dipartimento interventi infrastrutturali dell’assessorato, Dario Cartabellotta – saranno obbligati all’accreditamento, una sorta di lasciapassare che verrà rilasciato solamente a tutti coloro che rispetteranno i requisiti previsti dal bando. Un obbligo che vuole essere testimonianza di sicurezza per i consumatori”.

    L’assessorato, infatti, non si limiterà al solo finanziamento, ma avrà un ruolo di coordinamento organizzativo e sanitario nei singoli mercati per quello che riguarda la selezione e il controllo delle aziende, ma anche dei prezzi. Prevista, per completare l’offerta, l’interscambiabilità delle aree e dei produttori. Per esempio, se un determinato prodotto non è presente in un mercato lo si potrà fare arrivare facendo trasferire i produttori. In ogni mercato, oltre alla presenza di un rappresentante dell’assessorato, è prevista anche una sorta di animazione, con degustazioni e punti di informazione per dare notizie utili ai consumatori.

    Questi i 42 beneficiari:
    Società consortile “Le cinque valli” (con sede a Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta); Unione di Bovo Marina, Eraclea Minoa, Torre Salsa, Scala dei turchi, (con sede a Siculiana, in provincia di Agrigento); Consorzio “Valle dell’Ippari” (con sede a Vittoria, in provincia di Ragusa); Ribera (insieme a Calamonaci, Villafranca Sicula, Lucca Sicula e Burgio, in provincia di Agrigento); Unione “Feudo D’Alì” (Raffadali, Sant’Elisabetta, Ioppolo Giancaxio, Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento); Unione “Val d’Himera settentrionale” (Caltavuturo, Scillato e Sclafani Bagni, in provincia di Palermo); Unione “Valle del Sosio” (Bisacquino, Chiusa Sclafani, Giuliana, Palazzo Adriano e Prizzi, in provincia di Palermo); Montevago-Terre Sicane (Montevago, Menfi, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita del Belice, in provincia di Agrigento); Unione “Monreale Jetas” (Monreale, San Giuseppe Jato, Camporeale, e San Cipirello, in provincia di Palermo); Unione “Valle degli Iblei” (Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide, e Sortino, in provincia Siracusa); Unione dei Nebrodi (Capo d’Orlando, Sant’Agata di Militello, San Fratello, Caronia, Torrenova e Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina); Unione “Valli Ioniche peloritane” (Mandanici, Roccalumera, Furci Siculo, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Savoca, Alì Terme, Nizza di Sicilia, Itala, Scaletta Zanclea, Pagliara, Antillo, Roccafiorita, Limina, Forza D’Agrò, Fiumedinisi, Alì e Casalvecchio Siculo, in provincia di Messina); Unione “Valle del Torto e dei feudi” (Roccapalumba, Alia, Castronovo di Sicilia, Lercara Friddi, Valledolmo e Vicari, in provincia di Palermo); Unione “Dall’Eleutero a Rocca Busambra” (Marineo, Bolognetta, Godrano, Villafrati e Cefala Diana, in provincia di Palermo); Unione del corleonese (Corleone, Campofiorito e Contessa Entellina, in provincia di Palermo);
    Unione “Valle dei Nebrodi” (Galati Mamertino, Tortorici, Castell’Umberto, San Marco d’Alunzio, Caprileone e San Salvatore di Fitalia, in provincia di Messina);

    E poi i Comune di: Leonforte (En); Ragusa; Palma di Montechiaro (Ag); Alcamo (Tp); Librizzi (Me); Sant’Angelo di Brolo (Me); Cefalù (Pa); Agrigento; Lentini (Sr); Niscemi (Cl);Siracusa; Agira (En); Sciacca (Ag); Castelvetrano (Tp); Barcellona Pozzo di Gotto (Me); Caltagirone (Ct); Sortino (Sr); Caltanissetta; Bivona (Ag); Mineo (Ct); Trapani; Palermo; Caccamo (Pa); Messina; Erice (Tp); Castelbuono.

    Le richieste pervenute sono state 52: sei Comuni (Giarre, Caronia, San Cipirello, Nicosia, Ciminna e Rosolini) sono stati esclusi perché la documentazione inviata era incompleta; tre (Castiglione di Sicilia, Francavilla di Sicilia e Milazzo) perché la domanda è arrivata fuori termine; uno (Alia) perché era già presente nell’Unione dei Comuni “Valle del Torto e dei feudi”.

    Mirabella perchè non l’ha mai presentata!

  • Forse nessuno della centinaia dei nostri pubblici funzionari ha voluto rivivere uno degli incubi ricorrenti tra un sonnellino e l’altro della loro inutile giornata: di essere braccia sottratte all’agricoltura.

  • ma che vergogna di governo abbiamo?!?!?!

    ci mettono sempre sulla bocca di tutti, ridicolizzandoci!

    che tristezza!

  • cambiando completamente discorso, vi informo che il forum gonagai.net ha presentato a Lucca Comics il 2 novembre scorso un libretto in pdf (36 pagine – 2,5 mb) per ricordare i 30 anni di Goldrake in Italia, potete scaricarlo gratuitamente

  • Ho fatto il pieno di sfottó per questa storia, neanche se la nazionale di calcio avesse perso la finale dei mondiali per 5-0 contro il Lussemburgo!

    Difficile la vita dell’emigrato ;-)

    L’Abbronzato di Chicago ha inaugurato il sito presidenziale, che seguendo il leitmotiv della campagna elettorale, pone l’accento sul governo partecipato: http://change.gov/

  • Oggi, 9 Novembre sono stati commemorati i nostri caduti in guerra.
    Sia il Sindaco che il Parroco hanno ricordato che la guerra non porta a niente di buono
    e che purtroppo in qualche angolo della terra c’è sempre guerra.

    Nel mio piccolo, avevo scritto qualcosa già sulla guerra che qui propongo

    SENZA BANNERI ( senza bandiere )

    Chi vuliti di mia:
    “Pepi c’è a riunioni di partitu
    a manifestazioni ‘nchiazza
    ci su’ l’elezzioni
    veni cu niautri”.
    E iu sugnu surdu
    e talìu u me cori mutu
    friddu, petra
    ci luvaru a bannera
    culurata di sangu russu
    e nan sapi fingiri u cori
    e parru cu stu cori ‘nsiccumatu.
    A vint’anni cridiva o socialsmu
    a dimocrazia
    a rivoluzzioni ‘ntelettuali
    mi mittiva u palìu russu
    e m’a pigghiava chi patruna.
    I ‘nsonni su ‘nsonni
    e a spiranza e ‘nsonnu
    chi mori cu jornu
    e nasci a notti
    ô scuru
    e mori cu tempu
    chi seculi nne carni
    cu l’anni mii
    chi parànu curti
    e ‘nveci sunu longhi. .
    Chi vuliti di mia!
    M’arrubbaru puru a bannera ‘taliana
    i lumbardi i veniti
    a genti dô Nord
    e iu babbu
    trimaiu nno giuramentu
    sintennu l’innu dintra u sangu.
    divintaiu orbu
    pi dda bbannera chianata o suli. .
    Eru vistutu a festa
    i guanti bianchi
    l’anfibi lustrati
    u fucili pulitu
    avia puru a crivatta. .
    Ora quasi m’affruntu
    iu pulitu e mè nannu ‘n-trincea
    cu lagrimi ‘mari nna nivi squagghiata
    dô focu d’e cannuni
    nna chiana di Asiagu
    (A diciassett’anni si chiangi)
    Iu pulitu e mè patri
    partigianu nna secunna guerra
    chi fucili tereschi ‘mpettu
    puntati
    E chi spaddi ô muru .
    ( Iddu, ridissi pi ddu trimasciumu chi pruvaiu)
    Mi sentu vecchiu ripiddutu
    chi carni strazzati
    ca cammula nni l’ossa
    pinzannu chi a storia è ‘na rotta
    e non un bbinariu ‘n-chianu drittu
    chi porta luntanu
    doppu muntagni svacantati.
    Giravu a rotta
    u pallinu dissi: “Sicilia”
    e Garibardi
    cu quarchi ‘nglisi
    a rigalavu e piemontisi.
    Ci piaciva
    dicivanu ch’era sarvaggia
    e c’eranu armali p’a caccia. .
    Ma u sangu russu era sicilianu
    sarvaggiu, ma crisitanu.
    Ddu sangu
    bivitu da terra arsa di siti
    jinchivu vadduni
    culuravu u mari
    chianavu ‘ncelu
    scinnivu ‘nterra
    ancora ‘nzuppata
    e su’ bivìnu i cani
    chi ora cantanu “Va pensiero”
    e nui “Ciuri ciuri”.

    A storia è ‘na rotta
    e manu d’e patroni.
    Chi vuliti di mia
    si sugnu senza banneri
    e staju nni sta casa ‘ccattata a cambiali
    cu tilivisuri a culuri
    cu computer, chi cosi muderni
    ciaiu puru i termossifoni
    e l’acqua cauda currenti. .
    Mi sentu ‘mputenti contru a storia
    chi camina e ha caminatu senza di mia.
    Chi vuliti si talìu nuvuli chi siccutunu nuvuli
    (libbiri)
    pi fari l’amuri
    u suli
    chi siccuta a luna pi ‘na basata
    e non omini chi siccutanu omini
    chi bummi nne manu
    d’e putenti cummannati.
    .
    Chi vuliti di mia
    si travagghiu ‘mpezzu di terra
    e chiantu sciuri pi nsciuriri
    e sentu auceddi cantari
    pi cantari
    cu sonu lamintusu dô ventu.

    Tannu cridiva ô socilasmu
    ô munnu senza cunfini
    tutti chi panzi chini:
    a vint’anni l’eguismu non canusciva..

    Nan maravigghiativi
    si i scioperanti mi vidu ‘ncasa a culuri
    (Bbanniavu puru iu)
    ma a storia ha caminatu
    e camina senza di mia
    chi banneri d’e bummi spirtusati
    offisi
    strazzati
    brusciati nne carni
    nne carni.

    Giuseppe Bonura

    Mirabella Imb. 4.12.2004

    A GUERRA (P’A FINTA)AFGANA

    Iu nnan capisciu chiù ‘sti ‘miricani
    di ‘na banna l’afgani ‘mpurpettanu
    di bummi e i so’ apparecchi ‘spettanu
    pi jittari di l’autra banni pani.

    A tutti diciunu chi nann’è guerra
    e chi i bummi ‘mmazzanu i surdati
    pirchì nan sunu a muzzu scaliati
    e chi finisciunu luntanu ‘n-terra.

    Allura pirchì ddi popolazioni
    scappànu e senza essiri ‘mmitàti
    lassanu pani coca e a so’ nazzioni

    rumpennu i cunfini d’e vicinati?
    -Prichi ddi supposti, nan sunu gnazioni
    e sunu contenti di stari pi strati.

    - Certu nan sunu matti
    nan cangianu i bummi pi midicini
    puru ch’ì curànu i mali vicini.

    Giuseppe Bonura.

  • Ciao Blochin,
    Chi sa perché io non ho ricevuto nessuno sfottò, forse perché la maggioranza delle persone che abitano dalle mie parti sono d’origini Russe? Poi chi potrebbe sfotterci? Non di certo i tedeschi visto che proprio ieri veniva ricordata un’altra giornata di vergogna che di certo a loro non faceva onore.

    A proposito di tedeschi: hai visto come le forze dell’ordine sanno essere persuasivi, quando i manifestanti decidono di protestare? Qui c’è poco da fare, se non fai ciò che il Governo comanda, vieni preso a bastonate. W la Germania, che al partito del NO riesce sempre a dare una bella lezione di democrazia.

  • quella di Silvio era una battuta…..siete voi sinistroidi che su un no nulla andate a costruirci sopra valanghe di stronzate …..

  • ma quando voi date a Silvio del “Psiconano” e a Brunetta del “Ministro Tascabile” allora sono tutte risa e nessuno si scandalizza , bravi bravi i sinistroidi, ottime persone ….

  • fabrizio1072 non essere ridicolo…qua non è una questione di essere sinistroidi o fascistoidi!
    la questione è che un presidente del consiglio non può e non deve fare certe battute e in questo caso non doveva fare la battuta sul colore della pelle di Obama.
    quindi considerando il fatto che la stampa di tutto il mondo si è lamentata significa che tutto il mondo è sinistroide??

  • Eh si: Financial Times, Wall Street Journal, New York Times e tutta la stampa che conta, sono tutti sinistroidi. Silvio è un incompreso. Povero Silvio!

  • ma non siate ridicoli voi, una battuta rimane una battuta …..

  • si ma battuta la puoi fare tu,la posso fare io che siamo persone “normali”…un presidente del consiglio che rappresenta un intera nazione non può fare battute del genere. e cmq rispondi alla domanda…tutti i giornali del mondo che hanno parlato del caso allora sono sinistroidi??

  • Ormai siamo assuefatti alle gaffes del cavaliere, ma all’estero ci tengono ancora al contegno.
    Non ci resta che aspettare la prossima, che verrà presto, perchè Silvio non delude mai ;-)

    Magari al prossimo G20: “huè Burundi, back in the jungle!”

  • Perché nessuno si è indignato quando in nostro presidente della repubblica è stato attaccato da un giornalista tedesco un certo di Heinz-Joachim Fischer.
    Forse perché e di moda vagliare minuziosamente qualsiasi scorreggia che Silvio spara.
    Siamo patetici

  • tutti i giornali del mondo hanno riportato la notizia(come è giusto che sia) , non ne hanno fatto un caso nazionale , come invece è successo da noi.

  • @SILO
    guarda che il governo tedesco ha subito preso le distanze dall’articolo scritto da Heinz-Joachim Fischer. e in ogni caso quello è un giornalista e Silvio è un presidente del consiglio,quindi c’è una bella differenza e tutti gli amici di silvio non hanno fatto altro che difendere silvio.
    e poi secondo me Heinz-Joachim Fischer tanto torto non aveva perchè la guerra è finita quasi 70 anni fa ,chi doveva pagare ai tempi ha pagato,oggi l’italia e la germania sono due paesi amici.
    quindi ci sarà da aspettarsi che prima o poi qualcuno venga a chiedere i danni a noi per fatti successi tanto tempo fa….

  • Fermo restando che un presidente di uno Stato non dovrebbe fare certe battute, soprattutto in una conferenza stampa e in un paese estero, ma io non credo che Silvio abbai fatto una battuta in malafede. Certo poi come in ogni battuta c’è chi ride e chi s’indigna.
    La migliore reazione è stata quella del neo presidente degli Stati Uniti Obama: forse l’unico ad aver capito che a Berlusconi piace fare lo spiritoso.
    Ciò che mi fa ridere di più è il vostro senso di patriottismo. Non riuscireste a difendere l’Italia neanche a pagamento. Che amarezza…
    Il fatto che in Italia ci sono troppe Carlà Brunì, pardon Sarkozy.
    Poi non capisco perché tutto questo “obamismo” sembra davvero essere arrivato il nuovo messia.
    Ha ragione Di Pietro: Obama non risolverà i nostri problemi!

  • Intanto la reazione di Barack Obama non la conosciamo, perchè in Italia ci hanno propinato la versione ufficiale, filtrata e depurata.
    Io non credo che Obama abbia fatto l’offeso, però dobbiamo ricordarci che quando lui era un bambino (quindi non 10 generazioni fa), a causa della sua “abbronzatura” in America non poteva salire sullo stesso autobus dei bianchi o andare con loro a scuola.
    Parliamo della fine degli anni 60, non del 1800!

    Vorrei segnalare un articolo del corriere:

    I costi della politica: più 100 milioni
    I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi

    Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore.

    Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell’Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell’Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese.

    Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l’anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d’un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l’anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(…) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d’un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l’abolizione dell’insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un’altra e ci porti lo scontrino»), è un’aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l’avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6… E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là… (…) Sul resto, però, buonanotte. L’andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d’inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell’estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l’obiettivo di inversione dell’andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida».

    Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un’enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell’inflazione programmata dell’ 1,7 per cento.

    Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine.

    Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D’Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l’addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno.

    Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l’interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea delle Poste italiane.

    C’è poi da stupirsi se, in un contesto così, le spese dei Palazzi hanno continuato a salire? Quirinale, Senato, Camera, Corte costituzionale, Cnel e Csm costavano tutti insieme nel 2001 un miliardo e 314 milioni di euro saliti in cinque anni a un miliardo e 774 milioni. Una somma mostruosa. Ma addirittura inferiore alla realtà, spiegò al primo rendiconto Tommaso Padoa-Schioppa: occorreva includere correttamente nel conto almeno altri duecento milioni di euro fino ad allora messi in carico ad altre amministrazioni dello Stato. Ed ecco che nel 2007 tutti gli organi istituzionali insieme avrebbero pesato sulle pubbliche casse per un miliardo e 945 milioni. Da aumentare nel 2008 fino a un miliardo e 998 milioni. A quel punto, ricorderete, nell’ottobre 2007 scoppiò un pandemonio: ma come, dopo tante promesse di tagli, il costo saliva di altri 53 milioni di euro, pari circa al bilancio annuale della monarchia britannica? Immediata retromarcia. Prima un ritocco al ribasso. Poi un altro. Fino a scendere a un miliardo e 955 milioni. «Solo» dieci milioncini in più rispetto al 2007. Col Quirinale che comunicava gongolante di aver tagliato, partendo dai corazzieri (lo specchietto comunemente usato per far luccicare gli occhi delle anime semplici), il 3 per mille. Certo, era pochino rispetto ai tagli del 61 per cento decisi dalla regina Elisabetta, però era già una (piccola) svolta…

    Bene: non è andata così. Nell’assestamento di bilancio per il 2008 i numeri hanno continuato a salire e salire fino ad arrivare il 13 agosto a 2 miliardi e 55 milioni di euro. Cento milioni secchi più di quanto era stato annunciato in un tripudio di bandiere che sventolavano per festeggiare i «tagli». Risultato finale: l’aumento che avrebbe dovuto essere virtuosamente contenuto nello 0,5 per cento si è rivelato di almeno il 5,6: undici volte più alto.

    (Brano tratto da «La Casta», nuova edizione aggiornata)

    Come facciamo a difendere l’Italia?
    Non so se hai visto il video di Travaglio, che mette in guardia dallo scegliere Pisanu come presidente della commissione antimafia.
    Chi hanno scelto? Pisanu!

    W l’Italia!

  • Impiegati comunali? Uno ogni 13 abitanti
    A Comitini ci sono 978 residenti e 71 dipendenti pubblici

    (…) E se è così a Roma, non diversamente va nel resto della Penisola. Dal Nord al Sud. Tutto come prima nel Veneto, dove un asse trasversale che andava dalla Lega Nord al Partito democratico, con l’isolata opposizione del governatore forzista Giancarlo Galan («È una leggina vergognosa») ha imposto contro il parere dell’Ufficio legislativo della giunta una sanatoria trasversale che fissa «un’apposita procedura selettiva riservata» per assumere i portaborse.

    Tutto come prima in Toscana, dove Monica Faenzi, la sindachessa di Castiglione della Pescaia che al debutto in Parlamento si era presentata con un vestito bianco a chiazze nere da far schiattare d’invidia la Crudelia De Mon della Carica dei 101, ha risposto picche a chi contestava i suoi due stipendi da parlamentare del Pdl e da primo cittadino: «Ritengo di non essere una fannullona di Stato e di meritarmi l’indennità perché io svolgo appunto i due ruoli sacrificando anche gran parte della mia vita».
    Tutto come prima in Sicilia, nonostante nel 2008 a San Calogero sia venuto a mancare il pane. (…) C’erano fedeli che, per rispettare un voto, potevano comprare anche cinquanta, settanta, cento chili di pane. Tutto finito. Il pane costa troppo. E così perfino i fedeli più fedeli del monaco nero hanno dovuto ridurre al massimo (se non proprio abolire) la loro scorta di «muffuletti». E prima hanno lanciato coriandoli e bigliettini alla processione di Agrigento, poi coriandoli e bigliettini a quella di Porto Empedocle. Bene: in una Sicilia così ridotta, dove il Comune di Catania a forza di invitare ballerine carioche (pagate poi coi soldi dell’8 per mille) e fare piste da sci artificiali sulla discesa dei Cappuccini, è sprofondato in un abisso di un miliardo di debiti e dove secondo la Corte dei Conti la sanità è in agonia nonostante costi il 30 per cento in più che in Finlandia, gli stipendi degli assessori regionali hanno continuato a crescere, crescere, crescere… Al punto che, tra il 2005 e il 2007, scrivono i magistrati contabili, sono aumentati del 114,77 per cento.

    Insomma, dirà qualcuno, tutte le promesse lanciate per placare il grande fuoco purificatore divampato tra i cittadini che fine hanno fatto? Chissenefrega, ormai le elezioni sono passate… E i disastri nei conti pubblici dovuti a dissennate politiche clientelari? Boh… Qualche santo provvederà. Anche chi amministrava il Comune di Comitini, un paese di 978 residenti a una dozzina di chilometri da Agrigento, si è ripetuto per anni «ci penserò domani ». E intanto, uno oggi e uno domani, ha continuato a incamerare lavoratori socialmente utili. Un po’ in proprio e un po’, diciamo così, riciclando quelli messi a disposizione dalla Regione. La quale, per alleviare il peso delle buste paga sui bilanci comunali, che comunque rischiano il dissesto, si fa carico del 90 per cento degli stipendi. Risultato: nell’autunno del 2008 il municipio, di antiche tradizioni democristiane trasmutate nel centrodestra, si è ritrovato con 14 dipendenti fissi più 17 parcheggiati a carico dell’Inps più 40 lavoratori socialmente utili. Totale: 71. Un impiegato comunale ogni 13,7 abitanti. Come se in Italia ne avessimo 4.379.000.

    Vi chiederete: ma cosa fanno? Vi risponderanno che c’è chi fa questo e chi fa quello, chi sta giù e chi sta su. Ma la risposta vera è un’altra. Cosa fanno? Votano.

    (Brano tratto da «La Casta», nuova edizione aggiornata)

  • E per finire:

    The Great Dummy

    Dittatore? Neo-Duce? Tiranno Benevolo? Il Mule di Asimov? Il Regime? Può darsi che tutte queste interpretazioni siano semplicemente una rimozione, e che la realtà sia molto più banale: chi ci governa è, semplicemente, un Imbecille; e ci riesce perché ha investito molto tempo e denaro a rimbecillire anche tutti noi.
    (All’estero, dove il suo denaro non arriva, non hanno il minimo dubbio di quanto Imbecille egli sia e ci scherzano amabilmente, arricchendo la vasta collezione delle barzellette sugl’italiani).

    da http://www.riccardoorioles.org

  • sarà anche un imbecille come dici te , almeno è un imbecille simpatico ….grande Silvio

  • chissà se le barzellette sugli italiani (grazie ai piloti di alitalia) sta toccando vette mai raggiunte prima?

  • Ciò che Obama ha pensato o detto dopo aver sentitola battuta fatta da Berlusconi non è dato sapere, ma il fatto che non né abbia parlato in nessuna conferenza stampa mi è sembra una buona risposta.

    All’estero ce ne dicono di tutti i colori, e noi non solo lo permettiamo, ma li giustifichiamo pure dando loro ragione. Quando invece una parola di troppo viene detta da un italiano, ci mettono alla gogna, gogna che noi stessi costruiamo. Non so se in altri Paesi esistono personaggi che abbiano creato blog dove vengono pubblicate e tradotte in tre lingue tutte le schifezze che accadono nel paese in cui vivono. Credo questa sia una nostra specialità.
    Sul fatto che ci siamo rimbecilliti posso essere d’accordo, ma non credo che questo sia dovuto al fatto che Berlusconi riesce a manipolare i mezzi ci comunicazione grazie ai suoi soldi.


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