Agosto 15, 2008

Per Gregorio

Cari Bloggers,

la nostra comunità è ancora scossa per la perdita di Gregorio e diverse email sono giunte in redazione.

Cogliamo l’occasione per pubblicare una lettera di un amico.

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Premesso che questi miei pensieri non sono per forza condivisibili ma sono basati su fede (che è personale) e sulle proprie esperienza di vita.

Quando l’uomo si ritrova ad affrontare o assiste a determinati avvenimenti dove lui risulta impotente, allora è inevitabile riflettere su cosa sia la vita.
L’uomo, oggi giorno, cerca di non scontrarsi con tutto quello che la scienza o la ragione non può spiegare.
Cosi quando avvenimenti cosi tristi e inesorabili ci colpiscono, nel nostro cervello si crea un meccanismo inesorabile che ci porta a delle profonde domande e inevitabili riflessioni.

Si inizia a intuire che la vita non è soltanto le singole azioni che noi commettiamo giornalmente, ma ci deve essere qualcosa in più….
Cosi, per una attimo, imperversano nelle lande gremite di pensieri della nostra materia grigia delle classiche domande esistenziali “Cos’è la vita?”, “Che ci facciamo nel mondo?”, “Perché accadono certe cose?”

Tutte queste domande risultano senza delle risposte definitive; fin ad oggi nessun luminario “umano” ha trovato la risposta giusta, quella esatta, quella che fa sbancare il banco, quindi non sperate che neanche questo articolo possa avere tali soluzioni, però quello che la mia piccola mente è riuscita ad elaborare spero che possa aiutare o meglio possa alleggerire sicuramente i pensieri cupi che ci invado in questi momenti.

Quando si verificano immani tragedie si invoca inesorabilmente la giustizia divina prendendosela con l’Essere Supremo che sta al di là del cielo, farneticando che lui poteva evitarla e che quindi è lui responsabile.

Io essendo un credente, a volte ho fatto i medesimi pensieri, ponendo le medesime accuse.
Ho capito, anzi credo che una parte della verità sta nel libero arbitrio.
Tanto tempo fa, quando ancora nè internet nè l’uomo esistevano, la terra veniva “concepita”. Un Personaggio dai poteri straordinari (Dio, Allah, Geova …) popolava la terra di esseri di ogni genere e creandone uno in particolare, l’uomo.

L’uomo fu dotato di “poteri” speciali rispetto agli altri esseri: intelligenza, libero arbitrio e coscienza.
L’uomo era eterno ma decise un giorno, non fidandosi di suo padre, di diventare finito.
Nella parola finito è nascosta l’immane sofferenza che tutti gli uomini esistiti sulla terra abbiamo affrontato (peccato, morte, infelicità).
L’uomo divenne finito grazie al libero arbitrio, l’uomo decise di vivere autonomamente, ha scelto la via della conoscenza del bene e del male.
Il signore, come tanto tempo fa e come adesso, non può impedire quello che noi abbiamo tanto desiderato, il signore non può intervenire puntualmente fermando il corso degli eventi, perché noi stessi abbiamo deciso che in questo mondo lui non può più entrare, per Lui la terra è off-limit.
Certo un padre non può volere che un proprio figlio si distrugga, cosi allora scervellandosi ha trovato una soluzione alternativa, un percorso diverso per ritrovare la redenzione, per ritrovare LUI, per ritrovare l’eternità. Certo non espongo quale sia il percorso, perché ogni religione ne ha uno, però l’importante che Dio ci abbia dato un’altra possibilità. E’ vero che immane tragedie ci feriscono al cuore, però dobbiamo nutrire la speranza di un nuovo futuro, di un’altra chance ,di una nuova vita..
Tutti in questa terra siamo mortali, nessuno escluso, dobbiamo vivere la vita al meglio delle nostre possibilità ma soprattutto dobbiamo vivere questa vita cercando di “guadagnarci” l’altra…

Anche se le lacrime, oggi, scorrono dobbiamo credere che un giorno rincontreremo i nostri cari e ritorneremo a essere felici.

Un fraterno abbraccio

Ruosco

Agosto 12, 2008

Addio Gregorio!

Cari Bloggers,

quando la propria comunità viene scossa da una tragedia, è difficile scrivere qualcosa di sensato,

perchè qualsiasi considerazione si scontra con l’immane dolore che una perdita così improvvisa può provocare.

Ci uniamo al dolore della famiglia Branciforte.

BC, FT

Agosto 8, 2008

La Transizione

Cari Bloggers,
pur vivendo in una realtà piccola ed economicamente poco dinamica, gli effetti delle turbolenze finanziarie globali, finiscono per influire nella nostra quotidianità.

Una delle sfide più importanti, che va affrontata collettivamente è quella dell’aumento del costo del petrolio, che essendo alla base del nostro fabbisogno energetico, si ripercuote su tutta la catena economica e alimentare.

Il peggio non è ancora arrivato, anche perchè la nostra realtà è ancora piena di beni realizzati quando il prezzo del petrolio e delle materie prime era molto più basso.

E aspettarsi una soluzione dall’alto è pura utopia, perchè troppi sono i legami tra politica e mondo degli affari e della grande finanza, per cui è necessario partire dal basso, dal nostro comune.

In Inghilterra e nei paesi del Nord-Europa è nato il movimento della transizione, che mira all’autonomia alimentare, energetica e la soddisfazione dei bisogni primari.

(http://transitionculture.org; http://www.transitiontownbrixton.org; http://totnes.transitionnetwork.org)

Il sistema parte dall’analisi dell’economia locale e dei bisogni della popolazione.
Per quanto riguarda il settore alimentare, si sono sviluppati orti collettivi (sul modello dello “Schrebergarten” tedesco), dove si pianifica il fabbisogno della popolazione e si coltiva in maniera mirata per il mercato locale. Nei parchi pubblici e nei viali sono stati piantati alberi fruttiferi.

Persino i balconi sono stati trasformati in giardini pensili.

Stessa cosa può essere fatta per quanto riguarda l’allevamento.

Il tutto potrebbe trovare uno sbocco nel “Farmer’s market” che avevamo ipotizzato in un precedente post nella nuova piazzetta Ligregni.

Un’altra attività da stimolare sarebbe il mercato dell’usato: le nostre case sono magazzini di merce accumulata negli anni che non utilizziamo, ma che potrebbe giovare a qualcun altro.

Il piano prevede ulteriori misure per stimolare l’economia locale e sarà nostra cura illustrare gradualmente i contenuti di questo movimento.

Alla prossima puntata e se avete idee e suggerimenti, fatevi sotto!

Agosto 2, 2008

Forum Mirabella 2.0

Cari Bloggers,

gli appassionati della rete vengono continuamente bombardati dal concetto di Web 2.0.

Dietro questa sigla c’è un concetto che in inglese viene definito “user generated content”.

In italiano: “contenuto generato dagli utenti”.

Un esempio lampante di Web 2.0 è Youtube: questo sito mette a disposizione una piattaforma e gli utenti caricano i propri filmati, che diventano il contenuto stesso del sito.

Il Forum Mirabella si sta evolvendo spontaneamente in questa direzione.

Prova lampante è la discussione sui dossi: un problema è stato segnalato, analizzato, qualcuno si è documentato, e spontaneamente è venuto fuori quasi un reportage.

Adesso è arrivato il momento di farsi sotto: degli oltre 400 lettori quotidiani del Forum, ci sarà sicuramente qualcuno che ha qualcosa da dire, un argomento da trattare, un articolo da scrivere.

Chiunque può scrivere un articolo e inviarlo alla redazione: politica locale e nazionale, sport, gastronomia, economia…l’unico limite è la vostra fantasia, competenza e la buona educazione.

All’impaginazione e correzione delle bozze ci pensiamo noi.

Se volete dare una chance al giornalista che è in voi, è arrivata la vostra chance!

Luglio 31, 2008

600.001

Cari Bloggers,

generalmente non uso questo spazio come il mio diario personale, ma ogni tanto faccio un’eccezione.

Alcuni giorni fa sono uscite delle statistiche allarmanti riguardanti la descrescita dell’economia meridionale, e di un’ondata di emigrazione che ha visto ben 600.000 abitanti del meridione d’Italia emigrare verso il Nord o all’estero.

La statistica si arrichisce di un ulteriore elemento: il sottoscritto.

In realtà, non penso che l’emigrazione sia una tragedia o un dramma in sè.

Forse lo era ai tempi di mio nonno, che armato di una coperta di ciniglia viola, partiva alla conquista del Venezuela, da immigrato illegale (come i senegalesi che oggi annegano quotidianamente nel mediterraneo)

Oppure ai tempi di mio padre, che con il sogno di acquistare una chitarra, lasciava Mirabella assieme a tanti coetanei, accettati dai tedeschi solo come forza lavoro, ma nulla di più.

L’emigrazione mantiene una dimensione drammatica anche per chi viene accolto con un tappeto rosso, ma è una sofferenza più intima.

Una sofferenza che non riguarda la difficoltà di integrarsi nella società, imparare la lingua, trovare un lavoro e arrivare a fine mese.

Potrei annoiarvi con analisi socio-economiche e storiche, ma posso sintetizzare le motivazioni della mia scelta con una sola frase: in Sicilia, avevo perso la capacità di sognare un futuro.

Purtroppo questo destino è toccato a tanti miei amici, gente istruita e con grandi capacità, che per raggiungere degli obiettivi, è dovuta uscire dal contesto siciliano.

Ed è un peccato due volte: non solo perchè si perde un capitale umano che da dei frutti fuori ed arricchisce economie “forestiere”, ma perchè le lauree nostrane diventano degli investimenti economici a fondo perduto.

Oltre al danno, anche la beffa!

Ma per quanto mi riguarda, questo è solo un pit-stop: la gara si completa e si vince in Sicilia!

Buone vacanze e a presto,

BC

P.S: Un discorso a parte va fatto per il Forum Mirabella. Questa creatura, nata per scherzo pochi anni fa, è diventato uno strumento di informazione, scambio culturale e confronto, che coinvolge centinaia di lettori quotidianamente.

Il mio scopo era quello di indirizzare il Forum verso la “fase 2″.

Sottovalutando la forza dell’intelligenza collettiva, ci siete arrivati spontaneamente.

I dettagli nei prossimi giorni!

Luglio 24, 2008

Un requiem per Progetto Mirabella - di Max Neuland

Amici Bloggers,

finalmente una buona notizia per Mirabella: habemus giuntam!

Dopo ben 40 giorni di incontri politici informali, in una parodia dello stile presidenziale, finalmente il Sindaco ha sciolto le riserve ed ha nominato assessori i signori Giustolisi (già capogruppo in consiglio comunale) e Di Stefano e le signore Bellante (già consigliere nella passata sindacatura) e Zaccaria.

A tutti loro, dato che amministrare Mirabella è una attività da fare turandosi il naso (in tutti i sensi) vanno i migliori auguri di buon lavoro.

La nomina in sé della giunta, che permette la ripartenza di un minimo di attività amministrativa, è l’unico fatto positivo dell’agenda politica. Per altro riteniamo che l’onestà intellettuale, il modus operandi, e la fedeltà al patto elettorale mostrata dagli amministratori nella soluzione di questa crisi amministrativa siano fatti che hanno lasciato molto a desiderare.

La redazione di questo blog non si permette di eccepire nulla sulle qualità amministrative dei singoli assessori in quanto è prassi ragionevole e consolidata giudicare gli organi di governo nominati solo a posteriori e sulla base degli atti compiuti, ma ritiene molto discutibile la gestione politica di questa crisi amministrativa artatamente creata.
A tal proposito citiamo testualmente un commento del neo-Vice Sindaco Giustolisi postato su questo blog il 5 c.m in coda all’articolo intitolato “Showdown”:
[… il Sindaco ha chiesto ed ottenuto le dimissioni dei suoi collaboratori perché insoddisfatto del loro lavoro. Dopo le elezioni (provinciali N.d.R.) ha dichiarato di preferire una giunta prettamente tecnica, ed ha chiesto alle forze politiche consiliari di aiutarlo in questo intento… . Poker, all in, bluff, linguaggi d’altri tempi, questa volta tutto avverrà alla luce del sole e spiegheremo passo passo tutte le evoluzioni della situazione a rischio di rasentare il ridicolo.]
A differenza di quanto riportato, le nuove nomine sono di natura diametralmente opposta rispetto a quelle auspicata dal neo-vicesindaco.

Tutte le nomine, con l’unica eccezione della Sig.ra Zaccaria, sono di natura strettamente partitica perché i neo-assessori sono sia esponenti dell’ala storica di AN che dei “falconiani” di ferro. Inoltre tutti i neo assessori, ad esclusione della Zaccaria, NON sono dei professionisti indipendenti a differenza di quanto auspicato da vari esponenti della maggioranza consiliare.

Durante tutto il periodo delle “riserve” del primo cittadino mirabellese, a differenza di quanto dichiarato anche pubblicamente, non è stato bandito alcun comizio, non è stato divulgato un comunicato, non è stato affisso un manifesto che provasse a spiegare ai cittadini la situazione politica dell’ente e che rendesse note le difficoltà dell’amministrazione.
Un mese intero di attività politica secretata per produrre infine una giunta che, probabilmente, si poteva nominare con una mezza riunione della locale segreteria di Alleanza Nazionale.

L’attuale amministrazione era stata eletta sull’onda lunga del fascino che “Progetto Mirabella” emanava verso i cittadini. La vittoria elettorale di un soggetto politico ibrido, in parte partitico ed in parte civile, doveva concretizzarsi nella nomina di giunte tecniche praticamente super-partes nelle quali l’indirizzo politico venisse dettato dal solo Sindaco.
Per contro la composizione della nuova giunta, a carattere prettamente partitico, e il probabile terremoto politico consiliare che né discenderà, potrebbe indurre un cambio della maggioranza in consiglio comunale. Se questi fatti accadranno, se l’amministrazione andrà avanti con i voti di esponenti eletti nelle file di opposizione allora la stessa avrà tradito il patto elettorale ed avrà intonato (dopo un solo anno di vita) il De profundis di “Progetto Mirabella”.

Quanto dimostrato non è governance di rinnovamento e di trasparenza e non è neanche scambiabile come governance da “Prima Repubblica” (in tal caso qualche democristiano D.O.C. potrebbe offendersi).
Quanto dimostrato è piuttosto governance da Tardo Impero: immaginate il Sindaco-Imperatore che registrando difficoltà con il Consiglio-Senato, invece che rimettersi al giudizio popolare-referendum, si chiude nel suo Municipio-mausoleo circondandosi di camerati-pretoriani e invocando l’aiuto dell’opposizione-nemici dell’Impero.

Tra il serio ed il faceto, non rimane che chiedersi quanti sarebbero stati nel 2007 i voti per Enzo Marchingiglio sindaco se la nuova giunta sarebbe stata quella presentata agli elettori e se questo fosse stato il rispetto utilizzato in campagna elettorale nei confronti della volontà dei cittadini.

Un brillante successo tattico potrebbe non essere una valida mossa strategica.

Saluti!

Luglio 22, 2008

La Cataplana

Cari Bloggers,

una delle mie città preferite è Lisbona.

Uno dei motivi che da solo vale il viaggio nella capitale lusitana è la loro gastronomia, influenzata dalla tradizione marinara.

Un piatto da non perdere è la cataplana: questa deliziosa zuppa di pesce viene preparata in un doppio pentolone di rame (detto cataplana, che da il nome al piatto), che permette una cottura quasi a vapore esaltando il gusto delle pietanze.

Oggi Piazza Vespri odorava quasi come Rua das Portas de S. Antao, caratteristica via di Lisbona che pullula di ristoranti all’aperto.

Infatti il nostro sindaco ha cucinato una cataplana gigante, dove ci sarà da inzuppare pane per i prossimi mesi.

Ma a differenza della cataplana portoghese, quella mirabellese si preannuncia indigesta, scialba e a rischio di intossicazione.

Inforniamo il pane, che il pentolone è grande assai!

Luglio 21, 2008

Una scomoda verità

Cari Bloggers,

dopo un lungo sonno post-elettorale, sono usciti 2 manifesti che rispecchiano il malcontento generalizzato che aleggia a Mirabella.

Pur partendo da premesse facilmente verificabili, tralasciano la parte finanziariamente più succosa e politicamente meno gustosa della questione: le spese correnti del comune.

Qualsiasi buon padre di famiglia sa che per spendere 100, deve guadagnare almeno 100.

Se la spesa supera le entrate, alla lunga si va diritti verso la bancarotta.

Dato che la matematica non è un’opinione, rimangono due vie per mantenere l’equilibrio: diminuire le spese e/o aumentare le entrate.

Per quanto riguarda le entrate, a meno che non si trovino delle soluzioni creative che aumentino il P.I.L mirabellese, non resta che affidarci alla miserabile via della discarica o all’impopolare aumento delle tasse.

Dal lato delle uscite, ci scontriamo con un muro di gomma che nessuno ha mai tentato di scalfire seriamente: la spesa corrente, soprattutto quella riguardante il personale.

Come si evince dalla lettura dei bilanci, il comune paga circa 4.000.000 di Euro all’anno per il personale e prestatori d’opera vari.

Queste spese vengono definite “incomprimibili” a priori, per ignoranza o in malafede.

Infatti ad essere “incomprimibili” a priori sono i servizi basilari da dare ai cittadini e non le spese per garantirli.

Purtroppo nessuno ha mai applicato una delle elementari leggi dell’economia: “la legge della produttività decrescente dice che se si aumenta l’impiego di un fattore produttivo variabile, fermi restanti gli altri, si otterranno incrementi di produzione che, inizialmente saranno crescenti fino ad un incremento massimo, e poi tali incrementi saranno via via decrescenti.”

Tradotto in termini pratici: se andate al bar e chiedete un caffè, il barista impiegherà un certo tempo per soddisfarvi. Se ci sono due baristi, uno mettrà la tazzina e l’altro azionerà la macchina. Se sono in tre, uno si occuperà di mettere lo zucchero e il cucchiaino. Dal quarto in poi, dietro al bancone si creerà confusione e ogni barista sarà di impaccio per l’altro, risultando più lenti del barista solitario.

E soprattutto più costosi.

Anche all’osservatore meno acuto, visitando il nostro municipio, salterà all’occhio che non ci troviamo nello scenario 1, ma forse al 4 (per non dire 5, 6 o 7)

La via della riduzione dei costi è impopolare nel breve termine e comporta la perdita del consenso elettorale, unica linfa vitale della nostra classe politica.

E fino a quando non ci sarà nessuno in grado di ammettere pubblicamente questa scomoda verità, teniamoci la discarica, l’imposizione fiscale asfissiante, carenza di servizi e mancanza di progettualità.

Qualche specchietto per le allodole terrà calmo il parco buoi, ma a svegliarci dal sonno e dal sogno ci penserà il federalismo fiscale, provvedimento in sè giusto e favorevole per le realtà virtuose, ma letale per tutte quelle basate sull’assistenzialismo.

E finchè faremo parte della seconda categoria, saranno lacrime e stridor di denti!

Luglio 13, 2008

Il giusto terzo

Cari Bloggers,

la crisi amministrativa scaturita dalle dimissioni in blocco della giunta comunale ha già compiuto un mese e una soluzione condivisa e che lasci tutti contenti, sembra ancora lontana.

Anche se ufficialmente le bocche rimangono cucite, Radio Sottobosco ci offre una telecronaca giornaliera delle trattative.

Senza voler entrare nel merito delle stesse, si può affermare senza dubbio che la caccia alla poltrona può avere 3 motivazioni:

1) La voglia di fare e di dare alla nostra comunità

2) Intascare lo stipendio e tirare a campare

3) Fare i propri interessi personali sfruttando le leve del potere.

Escludendo la terza soluzione a priori (o perlomeno, sperando di poterla escludere), rimangono le prime due.

Visto che il furore agonistico degli aspiranti al trono (pardon: poltrona, anzi strapuntino) ha raggiunto livelli tali da evitare finora una composizione della giunta, lanciamo pubblicamente una proposta: se proprio avete voglia di fare, se state scalpitando per dare sfogo alla vostra creatività, se volete dimostrare di cosa siete capaci, versate un terzo del vostro compenso in un fondo da destinare ad opere o attività per il bene della collettività mirabellese.

Un terzo è una misura salomonica: fermo restando un giusto compenso per il tempo e le energie dedicate all’amministrazione, verrebbe a mancare l’incentivo economico ad accaparrarsi la carica solo ed esclusivamente per una questione di stipendio.

L’invito è rivolto a tutti i consiglieri e agli aspiranti assessori, che possono liberamente dichiarare la loro posizione su questo sito.

Luglio 11, 2008

Discorsi di palmento

Cari Bloggers,

ieri mi sono imbattuto in una amabile combriccola e la mia presenza ha suscitato immediatamente un riferimento alla manifestazione di Piazza Navona, dove Beppe Grillo avrebbe offeso il presidente Napolitano e il Papa.

Premesso che del Papa ha parlato Sabina Guzzanti e non Grillo, il discorso non ha minimamente toccato la sostanza della manifestazione, ossìa una protesta contro le leggi fatte su misura per Iddu.

Il metro per misurare la costituzionalità di una legge è la Costituzione.

La Bibbia di ogni politico o rappresentante del popolo recita all’art.3:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Tradotto in termini pratici, dice che non solo la legge è uguale per tutti, ma che la Repubblica deve adoperarsi affinchè tale uguaglianza venga rafforzata e incentivata.

Nel momento in cui si crea una norma che dice che 4 cittadini non sono uguali agli altri, questa norma non è costituzionale.

E nonostante il presidente Napolitano l’abbia firmata, ci sarà una Corte Costituzionale che avrà l’ultima parola (come qualche anno fa, quando il lodo Schifani, versione originale del lodo Alfano, seppur firmato da Ciampi, venne rispedito al mittente per incostituzionalità).

Allora l’argomento è caduto sulla mania persecutoria dei magistrati che ce l’hanno con i politici.

A conferma di ciò, è stato citato il caso Andreotti, assolto perchè innocente.

Ogni mio tentativo di spiegare la differenza tra assoluzione e prescrizione è stato vano, ma a conforto della mia tesi, cito la sentenza definitiva del processo:

“Dovendo esprimere una valutazione giuridica sugli stessi fatti, la Corte ritiene che essi non possano interpretarsi come una semplice manifestazione di un comportamento solo moralmente scorretto e di una vicinanza penalmente irrilevante, ma indichino una vera e propria partecipazione all’associazione mafiosa, apprezzabilmente protrattasi nel tempo (…). L’imputato (Giulio Andreotti, ndr) ha, non senza personale tornaconto, consapevolmente e deliberatamente coltivato una stabile relazione con il sodalizio criminale ed arrecato, comunque, allo stesso un contributo rafforzativo manifestando la sua disponibilità a favorire i mafiosi. In definitiva, la Corte ritiene che sia ravvisabile il reato di partecipazione all’associazione per delinquere nella condotta di un eminentissimo personaggio politico nazionale, di spiccatissima influenza nella politica generale del Paese ed estraneo all’ambiente siciliano, il quale, nell’arco di un congruo lasso di tempo, anche al di fuori di un’esplicitata negoziazione di appoggi elettorali in cambio di propri interventi in favore di un’organizzazione mafiosa di rilevantissimo radicamento territoriale nell’Isola:
a) chieda e ottenga, per conto di suoi sodali, a esponenti di spicco dell’associazione interventi paralegali, ancorché per finalità non riprovevoli;
b) incontri ripetutamente esponenti di vertice della stessa associazione;
c) intrattenga con gli stessi relazioni amichevoli, rafforzandone la influenza anche rispetto ad altre componenti dello stesso sodalizio tagliate fuori da tali rapporti;
d) appalesi autentico interessamento in relazione a vicende particolarmente delicate per la vita del sodalizio mafioso;
e) indichi ai mafiosi, in relazione a tali vicende, le strade da seguire e discuta con i medesimi anche di fatti criminali gravissimi da loro perpetrati in connessione con le medesime vicende, senza destare in essi la preoccupazione di venire denunciati;
f) ometta di denunciare elementi utili a far luce su fatti di particolarissima gravità, di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza di diretti contatti con i mafiosi;
g) dia, in buona sostanza, a detti esponenti mafiosi segni autentici - e non meramente fittizi - di amichevole disponibilità, idonei, anche al di fuori (…) di specifici ed effettivi interventi agevolativi, a contribuire al rafforzamento dell’organizzazione criminale, inducendo negli affiliati, anche per la sua autorevolezza politica, il sentimento di essere protetti al più alto livello del potere legale (…).
Alla stregua dell’esposto convincimento, si deve concludere che ricorrono le condizioni per ribaltare, sia pure nei limiti del periodo in considerazione, il giudizio negativo espresso dal Tribunale in ordine alla sussistenza del reato e che, conseguentemente, siano nel merito fondate le censure dei pm appellanti. Non resta allora che confermare, anche sotto il profilo considerato, il già precisato orientamento ed emettere, pertanto, la statuizione di non luogo a procedere per essere il reato concretamente ravvisabile a carico del sen. Andreotti estinto per prescrizione“.
(dalla sentenza della I Corte d’appello di Palermo a carico di Giulio Andreotti, imputato di associazione mafiosa, confermata definitivamente dalla Cassazione, 2 maggio 2003).

Ma sono sicuro che chi era convinto dell’innocenza di Andreotti, lo rimarrà, anche leggendo la sentenza.

Stessa cosa dicasi per gli innumerevoli casi riguardanti Berlusconi, salvatosi rare volte con assoluzioni (spesso per insufficienza di prove), spesso per prescrizione, e nei casi più eclatanti, cambiando la legge all’ultimo minuto.

Ma come dicevo, questi sono discorsi di palmento.

Se avete altre olive, venite a macinare ;-)